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JR

Jean Renè, nome completo di Jr, è un artista e fotografo francese la cui fama è sancita in tutto il mondo.

Classe 1983, inizia la sua carriera artistica da ragazzo, rivolgendo il suo interesse verso la strada, con lo scopo di lasciare un segno indelebile nella società e nei suoi spazi. Inizialmente, si dedicò alla produzione di graffiti sui tetti di Montfermeil, sua città natale, e sui vagoni della metropolitana, ma il punto di svolta arriverà con la fotografia.

Nell’ottica di un’arte che vive in mezzo alla gente e si fa portavoce di messaggi sociali, Jr inizia ad applicare le fotocopie delle sue fotografie sui marciapiedi e sulle strade, rendendo l’arte accessibile a tutti, nonché praticabile.

Dai primi anni 2000 la sua carriera vive una vera e propria escalation che lo porta ad esporre in tutto il mondo; i suoi “musei all’aperto”, inoltre, gli garantiscono numerosi riconoscimenti, a partire dal premio TED (Technology Entertainment Design) ricevuto nel 2010, che aprirà la strada ad uno dei più grandi progetti artistici mai realizzati: l’Inside Out Project.

Jr alla conferenza TED 2011

 L’ARTE A SERVIZIO DELLA COMUNITA

Nel 1972, il critico d’arte Enrico Crispolti parlava del concetto di “Arte sociale”, inserendosi in quella lunga discussione, figlia degli anni ’60, che voleva riconsiderare la posizione dell’arte all’interno della società, in particolare nel contesto urbano. Seppur in una chiave del tutto contemporanea, Jr segue il medesimo pensiero, non soffermandosi tanto sul senso dell’arte come motore di sviluppo della città, quanto come strumento di racconto delle anime che la popolano.

La sua è un’arte profondamente intima e pura, che lascia dialogare la veridicità della fotografia con l’immediatezza e l’inclusività della street art. Dice, infatti, l’artista: «In strada raggiungiamo persone che non vanno mai ai musei», sancendo il senso della sua missione, ovvero allontanare l’arte dalla sua immagine elitaria e renderla fruibile (o addirittura “percorribile”) a chiunque.

Come un fotografo di tutto rispetto, la sua produzione è segnata da una serie di “raccolte”, anche se definirle così potrebbe risultare assolutamente riduttivo. Infatti, più che di raccolte, si parla di veri e propri progetti che si sviluppano, inizialmente, nel perimetro cittadino. Dal 2004 al 2006, ricordiamo, infatti, Portraits of a Generation, una serie di ritratti di giovani parigini esposti a Les Bosquets, uno dei quartieri più degradati della sua città natale.

Il progetto si è poi sviluppato in seguito a dei fatti di cronaca locale: nel 2005, dopo l’uccisione di due ragazzi, erano scoppiate rivolte in tutto il quartiere, in cui i giovani del posto saccheggiavano e distruggevano tutto ciò che potevano. Così nel 2006, Jr allargò il progetto già avviato, coinvolgendo proprio quei giovani, con lo scopo di presentare alla comunità coloro che venivano definiti “la feccia della società”. Con i suoi ritratti a pieno formato, spesso caratterizzati da facce spaventose, Jr invitava i passanti a interrogarsi sulla vera natura di quei ragazzi, certamente colpevoli, ma, forse, anche vittime di un sistema a loro avverso.

Al 2007 risale il suo primo progetto all’estero, ovvero il Face2Face, in Medio Oriente, nota come la più grande mostra fotografica illegale. In un’area simbolo per le tre religioni politeiste, nonché luogo di scontro anche nella contemporaneità, Jr, in collaborazione con un altro artista, incollò ritratti di palestinesi e israeliani faccia a faccia su entrambi i lati di una barriera di separazione, in formati monumentali. Lo scopo di tale disposizione era quello di sottolineare le somiglianze di questi due popoli perennemente in guerra, con la volontà di mettere da parte divergenze e tensioni.

Con Women are Heroes, Jr intraprende il suo primo tour internazionale. Volti di donne sorridenti, seriose, fotografe nella loro vita quotidiana hanno riempito le mura di numerose città dal Brasile al Kenya, dall’India alla Francia. L’artista vuole raccontare la centralità e la forza della figura femminile, in un’epoca in cui le donne continuano ad essere oggetto di violenza o strumento nelle mani di fanatici religiosi.

Women are Heroes, Parigi (2009)

È innegabile che il progetto più conosciuto e più ambizioso di Jr sia stato, e sia tutt’ora, l’Inside Out. Esso si è sviluppato dalla vincita del premio TED e prende forma dalle parole di Jr in occasione della conferenza TED a Long Beach, California, nel 2011.

“I wish for you to stand up for what you care about by participating in a global art project, and together we’ll turn the world…INSIDE OUT.”

Anche in questa occasione, Jr mira al coinvolgimento del pubblico del mondo che, da spettatore, diventa, ancora una volta, protagonista indiscusso. Chiunque ha potuto partecipare al progetto, inviando un proprio ritratto che, successivamente, è stato “fotocopiato” e riproposto sulle strade del mondo, secondo il dettato tipico dell’artista. 

La scelta di coinvolgere attivamente lo spettatore risulta essere una presa di posizione molto forte; non soltanto il soggetto intervenuto si presenta, nello stesso tempo, come artista e come opera d’arte, ma diventa “cittadino del mondo”. Il suo volto è destinato ad incontrarne un altro, magari lontano fisicamente migliaia di chilometri. Ogni barriera viene abbattuta ed esiste un’unica grande realtà: il mondo stesso di cui ognuno fa parte.

Inside Out, New York (2012)

La sua carriera, però, non si esaurisce nella scelta del volto umano come soggetto. Ha avuto la possibilità di reinterpretare luoghi simbolo della cultura mondiale, tra cui la famosa piramide del Musée de Louvre, in occasione del trentesimo anniversario della struttura. Qui, ha realizzato, con l’aiuto di 400 volontari, un grandissimo collage che, attraverso una straordinaria illusione ottica, sembra avvolgere la piramide che viene assorbita dal vortice sottostante.

Progetto per la piramide del Louvre, Parigi (2019)

In Italia nel 2021, il volto di Palazzo Strozzi è stato trasformato da Jr che, con l’opera La Ferita, ha proposto una significativa riflessione sulla cultura al tempo del Covid-19; il senso dell’opera è quello di sottolineare l’inaccessibilità di tutto i luoghi d’arte, attraverso una sorta di squarcio che si apre alla visione dell’interno, ma rappresenta comunque una barriera invalicabile.

La Ferita, Palazzo Strozzi, Firenze (2021)

Jr è, ad oggi, uno degli artisti più conosciuti al mondo. Il suo è uno sguardo rivoluzionario e avveniristico che, con della carta e la semplicità del volto umano, ha saputo interpretare in modo unico la storia contemporanea del mondo.   

A cura di Giuliana Di Martino