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Michele Poirier-Mozzone: esploratrice di naturale astrazione

Originaria del Massachussetts, Michele Poirier- Mozzone è un’artista contemporanea nota per la sua abilità nel raffigurare le distorsioni di forme, luci e colori che si creano osservando le figure umane attraverso una superficie d’acqua.

La sua arte subacquea, fatta di pastelli e colori ad olio, fa immergere lo spettatore in una diversa prospettiva delle cose, che se da un lato non rinuncia alla verosimiglianza rappresentativa, dall’altro ama nuotare nella più pura e luminosa delle astrazioni.

“Dipingo perchè mi rende felice, per immergermi in una zona in cui il tempo, le preoccupazioni e il mondo esterno si dissolvono. Dipingo per quei dipinti da cui mi allontano con gioia, quei dipinti che sembrao dipingere se stessi…sono sfuggenti ma mi fanno tornare per saperne di più. E’ quello che ho fatto per tutta la vita: nutrire la mia anima”

La prospettiva subacquea

Dopo un primo approccio al figurativo, Michele inizia a ricercare una via più libera e intuitiva attraverso cui esprimere ciò che sente: si rifugia, dunque, nell’astrazione, abbandonando l’intento di rendere realisticamente le figure umane.

Tale impulso prende forma nel momento in cui, fotografando la figlia in piscina, si rende conto dei particolari giochi di luce e delle fresche distorsioni create dall’acqua. Ne rimane talmente affascinata da decidere di ricreare l’effetto su carta mediante l’uso dei pastelli: da qui nasce la serie di dipinti che hanno qualificato il suo talento di pastellista il cui titolo è “Fractured Light”.

Questo corpus di opere è il più noto dell’artista in cui la luce, le linee e le forme vengono distorte da questa visione subacquea della realtà. La sua pittura esplora dunque un’astrazione naturale resa dalle acque turbolente e intrisa di luce solare.

“Attraverso l’interscambio di figura, acqua e aria, le opere in “Fractured Light” catturano per me quelli che altrimenti sarebbero stati fugaci momenti di introspezione, gioco ed esplorazione. Il tempo e i cambiamenti che ne derivano si fermano brevemente”

L’acqua rappresenta per l’artista la vita e il cambiamento: le idee e le intenzioni degli individui vengono trasportate come bolle all’aria aperta mediante la tensione verso l’alto.

Le figure umane , ricorrenti in ogni opera, sono modellate sulle sue figlie, sugli amici e su se stessa; Queste, tuttavia, non sono pensate per essere facilmente identificabili come individui ma offrono allo spettatore l’opportunità di entrare in un’atmosfera unica, in quella danza lenta e senza peso del movimento in cui i suoni e le luci scorrono veloci e distorti.

Caratteristica di Michelle è quella di prestare particolare attenzione alla composizione nella sua totalità: essa dunque prevale sulla figura umana che si spoglia della solita veste di protagonista e si presta invece ad essere un elemento compositivo alla stregua degli altri.

La tecnica

Il processo di realizzazione di queste opere inizia con le riprese video che l’artista effettua con videocamera GoPro nella sua piscina in cortile. Individuata poi, fotogramma per fotogramma, l’immagine che potrebbe essere un potenziale dipinto inizia a lavorare all’opera: sceglie un colore che fa da sottopittura al lavoro finale e procede con un leggero schizzo a matita su carta pastello smerigliata.

La sua tavolozza di colori varia in base all’atmosfera che intende ricreare: spesso prevalgono l’arancione e il rosso in sottopittura in modo che il contrasto col blu o turchese dei pastelli vividi in superficie abbia un carattere maggiormente pop.

Tecnica del pastello vuole che non vi siano miscele di colori bensì sovrapposizioni: attraverso un’attenta scelta dei pastelli in base alla loro temperatura di colore, l’artista ricrea le ombre e luci subacque calde e fredde e disegna linee ondulate e direzionali per creare i riflessi e dare movimento alla composizione.

Come la licenza poetica sta ai poeti, i graffiti emotivi stanno a Michele: così l’artista definisce le scritte che annota sulle sue opere ancora incomplete. Sua abitudine è infatti quella di annotare ciò che pensa e intende realizzare direttamente sugli strati di pastello dell’opera ancora incompleta; molte di queste scritte sono evidenti nei pezzi finiti, altre vengono oscurate e incorporate nelle successive passate di pastello.

Bolle, scintillii e punti salienti vengono poi aggiunti per ultimi: è qui che il dipinto prende vita, pronto ad incantare gli spettatori.

Pastelli vellutati e colori ad olio sembrano dunque costituire il carattere che esalta e distingue la sua cifra pittorica da ogni altra; ed infatti questi rimangono una costante nella sua pittura persino adesso che l’artista sembra intenzionata a sperimentare nuove creazioni pittoriche che si discostano dalla tecnica di Fractured Light.

A questa, comunque, deve l’ottenimento di numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali e la presentazione della sua produzione nelle più importanti riviste cartacee tra cui l’International Artist Magazine, Il Pastel Journal Magazine e il Cape Cod Art Magazine.

Per saperne di più sull’artista visita il link:

https://www.poirier-mozzone.com/figurative

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Articolo a cura di Maria Nunzia Geraci

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Artista

BLUB: l’arte sa nuotare

Quante volte ci capita di passeggiare per le strade di note città come Firenze, Ravenna o Livorno ed incrociare delle vere e proprie opere d’arte a cielo aperto? E no, non si tratta di sculture monumentali o imponenti installazioni; magari dei ritratti che uno street artist disattento ha “dimenticato” lì per caso o che, al contrario di ciò che pensiamo, ha inserito nel contesto urbano volontariamente e con uno scopo ben preciso.

E’ il caso di Blub, artista fiorentino che, per un’insieme di casualità, ha iniziato a tappezzare le città italiane con la sua “poster art” semplice ed ironica . Questa serie di ritratti disseminati in giro fanno parte del progetto “L’arte sa nuotare” arrivato oltre i confini italiani e persino dentro i musei: benché il titolo e le apparenze lascino intendere una leggerezza di fondo, i suoi ritratti “sommersi d’acqua” lanciano un messaggio potente ed universale.

Chi è Blub?

A questa domanda è difficile dare una risposta. Difatti l’artista non ama star sotto i riflettori: da anni mantiene l’anonimato sostenendo che “l’arte sa nuotare” è solo un tassello della sua più ampia vita artistica, un progetto nato per gioco che prima o poi vedrà la sua conclusione.

Il progetto nasce nel 2013 quando l’artista è in vacanza a Cadaquès, in Catalogna. Lì molti artisti erano soliti dipingere soggetti marini sugli sportelli delle utenze e, davanti alla richiesta di alcuni amici del luogo di dipingere lui stesso su di uno sportello di fronte casa, non ha saputo sottrarsi: decide di ritrarre il loro bambino con una maschera da sub.

Una volta tornato a Firenze l’idea si trasforma in un progetto da assecondare: stavolta non sono i soggetti marini a prevalere – poiché mal si intonerebbero al contesto urbano fiorentino – ma sono le celebrità dell’arte, del cinema, della storia e della letteratura che vengono immortalate sott’acqua, con tanto di mascherina sugli occhi e bollicine fluttuanti.

Da qui il nome “Blub” che richiama il suono onomatopeico delle bollicine e il colore con il quale realizza i suoi fondali. La sua arte non osa essere invadente ma, al contrario, si serve di scorci malmessi e di sportelli delle utenze in giro per la città da utilizzare come cornice.

Munito di pennello e colla vegetale, gira di notte ad incollare i suoi poster, realizzati con la scansionatura dell’opera originale dipinta in precedenza nel suo studio.

E’ così che, con grande armonia estetica, le opere sono contestualizzate negli angoli della città che più sembrano adatti a loro: il ritratto di Dante sott’acqua è posto in via dell’inferno, Il David sulla strada che porta all’Accademia.

Ad essi si aggiungono svariate altre citazioni ad artisti ed opere celebri nel nostro immaginario come la gioconda, la ragazza con l’orecchino d perla, La dama con l’ermellino e la venere di botticelli, che sembrano empatizzare con i passanti, dialogare con loro, ed attendere un loro saluto, un sorriso o una fotografia.

I personaggi che normalmente siamo abituati a vedere sui piedistalli dei musei, avvolti da quell’aura di superiorità che la firma dei grandi artisti gli conferisce, per la prima volta ci vengono mostrati con aria scanzonata ed ironica: personalità seriose come Vivaldi o Shakespeare vengono sdrammatizzate, mostrate con maschera da sub e sommerse dal mare, come dei bambini che si divertono ad osservare la barriera corallina.

Questo è il bello della street art che, libera da schemi, preconcetti e forme predeterminate, lancia i messaggi più disparati che possono essere accolti da chi osserva senza pesantezza alcuna, ma con approccio aperto, giocoso e positivo.

Il messaggio dietro le opere

E’ il 4 Novembre del 1966 quando le strade di Firenze vengono sommerse dall’acqua dell’Arno: il fiume inizia a straripare sommergendo interni di abitazioni, negozi, musei e danneggiando un significativo numero di opere d’arte. I quadri ritrovati e messi in salvo da centinaia di volontari, gli “angeli del fango”, sono diventati il simbolo dell’arte che non affoga.

“L’arte sa nuotare”, seppur nato dal caso, non manca di riferirsi a tale avvenimento in cui, l’arte, pur sommersa dall’acqua, è rimasta viva:ha dato prova della sua capacità di resistere, di riuscire ad adattarsi alle circostanze, di rimanere sospesa nel tempo ed immortale, sia nella memoria che, fortunatamente, nella realtà.

Così come Banksy o Clet Abraham- per i quali l’artista nutre stima e ammirazione -anche Blub si fa portatore di un messaggio fondamentale di cui riesce a sintetizzare la complessità: L’arte non affoga, non si lascia sovrastare, non soccombe, ma resiste e sopravvive anche sott’acqua poichè immortale.

“Quando sei sott’acqua non c’è peso, il tempo si ferma, i pensieri se ne vanno e fluttui in simbiosi con questo elemento. In questa dimensione sospesa ripropongo personaggi che, con il loro esempio, hanno lasciato un segno di grandezza che sopravvive ancora oggi. Senza tempo”

I personaggi dell’arte che popolano il nostro immaginario rimangono dunque vivi: fluttuano in una dimensione sospesa, senza tempo, senza peso ne rumore, come sommersi dall’acqua. La scelta dei soggetti, infatti, non è casuale: ognuno di essi è singolarmente portatore di positività e di grandezza.

La loro abilità non nasce nel momento in cui restano a galla ma nella loro capacità di immergersi e nuotare nel mare delle difficoltà: un mantra ispirazionale per chiunque ne comprenda il significato.

Blub, dunque, invita l’osservatore a sviluppare due capacità: quella di barcamenarsi nelle difficoltà ed osservare le cose da un’altra prospettiva: la maschera subacquea, non a caso utilizzata nelle sue opere, è l’oggetto che permette di vedere ciò che normalmente non vediamo, il “mondo di sotto”, la profondità dell’oceano.

E tu, hai mai incontrato per strada le opere di Blub?

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Articolo a cura di: Maria Nunzia Geraci

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Arte e natura

Il legame tra acqua e arte

Il nostro viaggio, che scorre come un corso d’acque tra le pieghe del tempo, inizia nell’epoca del post-Impressionismo, grazie alla quale l’acqua si è rivelata nella sua vera assenza, soprattutto grazie al nuovo trattamento del colore.

Notte stellata sul Rodano – Van Gogh

Fu Vincent Van Gogh nella sua “Notte stellata sul Rodano” a rendere il fiume protagonista della scena, trasformandolo in un “secondo” cielo e investendolo del bagliore delle stelle. Ma con Van Gogh l’acqua diventò anche espressione del suo turbamento e della sua mente inconciliabile con il mondo che la circonda; un po’ come il cielo e il fiume della sua “Notte stellata” che possono sfiorarsi, ma non possono coesistere nel medesimo spazio. 

Sulla spiaggia – Picasso

Ed ecco che il nostro sguardo si immerge nel ‘900, il secolo delle grandi avanguardie, in cui Pablo Picasso, capostipite del Cubismo, nel “manifesto artistico” della nuova corrente, “Les Demoiselles D’Avignon” scelse di mettere a contrasto il rosa carne delle figure femminile con l’azzurro del fondo; tale colore, che evoca nella mente dell’osservatore la fluidità dell’acqua, ha la capacità di integrare gli elementi in primo piano con lo sfondo, in una armonia irregolare.  

Les Demoiselles D’Avignon – Picasso

Attraversando le correnti violente della I guerra Mondiale, giungiamo al Surrealismo. Le finalità del nuovo movimento furono espresse da Renè Magritte, che dichiarò: «Essere surrealista significa bandire dalla mente il “già visto” e ricercare il “non visto”». Per fare questo, l’artista spesso fece ricorso alle cosiddette “inversioni rivelatrici”, come nella “Sirena Invertita”, in cui l’elemento acquatico introduce, non più la dolce e sensuale Venere botticelliana, ma una figura ibrida con corpo di donna e testa di pesce. 

È stato Talete più di 2000 anni fa a parlare dell’acqua come l’elemento primordiale della vita e siamo certi che, nel fluire senza sosta dell’arte in cui «tutto scorre» senza sosta, essa continuerà ad essere “fonte” di ispirazione degli artisti e dei pittori del futuro. 

L’acqua è la sostanza da cui traggono origine tutte le cose.


Talete

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A cura di Giuliana Dimartino