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Arte e storie d’amore

Se c’è una cosa che accomuna le personalità dell’arte appartenenti ad epoche, stili e contesti diversi è l’amore: “l’amor che move il sole e l’altre stelle” disse il sommo poeta Dante Alighieri, l’amore che ispira generazioni di cuori creativi, l’amore passionale, non corrisposto, tormentato, vissuto a pieno o nascosto, che sovrasta gli animi ispirando ogni pennellata, verso o nota musicale.

Oggi parliamo proprio dell’amore come centro attorno a cui gravita la produzione creativa di moltissimi artisti passati e contemporanei.


Tra le coppie nella vita e nell’arte più conosciute torreggiano Frida Kahlo e Diego Rivera la cui storia d’amore sembra essere stata un intreccio di tormenti e complicità. La stessa artista ha rivelato:


“Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego”


Il loro percorso insieme ha inizio nel 1922, anno del loro incontro, e per l’intera sua durata fu costellato da tradimenti. Diego Rivera prediligeva un libertinaggio amoroso che indispettiva l’innamoratissima e sensibile Frida: molti dei suoi dipinti hanno ad oggetto il dolore emotivo causato dai numerosi tradimenti del marito.

Tuttavia, anche lei amò avventurarsi in storie passeggere: non erano rare le sue relazioni extraconiugali di tipo omosessuale.


Nonostante l’apparente instabilità e follia del loro amore, entrambi non potevano fare a meno di reincontrarsi e riconoscersi come punto di riferimento l’uno nella vita dell’altro.


“Perché dovrei essere così sciocca e permalosa da non capire che tutte queste lettere, avventure con donne, insegnanti di “inglese”, modelle gitane, assistenti di “buona volontà”, le allieve interessate all’ “arte della pittura” e le inviate plenipotenziarie da luoghi lontani rappresentano soltanto dei flirt? Al fondo tu e io ci amiamo profondamente e per questo siamo in grado di sopportare innumerevoli avventure, colpi alle porte, imprecazioni, insulti, reclami internazionali – eppure ci ameremo sempre…

Una storia d’amore a prova di grida e porte in faccia che resta tra le più discusse nella storia dell’arte novecentesca.


E se è vero che talvolta l’amore provoca qualche dolore è altrettanto vero che senza di esso non vi sarebbe altrettanto alta emozione da cui lasciarsi ispirare.
Ciò che accade quando Claude Monet incontra Camille Doncieux è un vero e proprio colpo di fulmine. Siamo nel 1865 quando il pittore, ancora anonimo e scapestrato, incontra Camille in una libreria: la ragazza diciottenne, bruna, affascinante e di umili origini, era promessa ad un rampollo facoltoso ma è ormai risaputo che al cuor non si comanda.

I due, andando contro il volere delle rispettive famiglie e incontro ad una vita di stenti e difficoltà, fuggirono insieme per vivere intensamente la loro storia d’amore. Si sposarono ed ebbero un figlio di nome Jean.


Camille divenne la sua musa ispiratrice per eccellenza, l’unica modella che l’artista ritrasse infinite volte in innumerevoli pose. I ritratti en plein air con l’iconico ombrellino verde sono oggi pietre miliari della sua produzione impressionista e dell’intera storia dell’arte. La morte precoce di lei, dovuta ad un cancro all’utero, posa un velo di malinconia sulla pittura dell’artista che continuerà a ritrarre il ricordo di lei per tutta la sua vita.
Un amore autentico il loro, in grado di andare oltre le difficoltà di circostanza.


Facciamo un ulteriore passo indietro nel tempo, nella prima metà del Seicento, per introdurre una storia d’amore estremamente passionale tra la pittrice Artemisia Gentileschi e Francesco Maria Maringhi:
Lei artista tra le più reputate del suo tempo, lui ricco rampollo di una antica famiglia dell’aristocrazia fiorentina.

La loro storia d’amore lussuriosa si scandisce tra Roma, Firenze e Napoli, e vede il corrispondersi di numerose lettere passionali tra i due amanti in cui emergono promesse di fedeltà e dichiarazioni d’amore incondizionato.


Tra ricatti, gelosie e imbrogli, il loro amore sembra ardere come una fiamma violenta ed incapace di spegnersi, una fiamma che illuminò la pittura di Artemisia e che fu accettata persino dal marito di lei, Pierantonio Stiattesi, che sperava, assecondando la relazione clandestina dei due, di ottenere dal Maringhi dei vantaggi economici.

Pare che i due innamorati si siano sposati in segreto a coronamento di un amore incapace di porsi dei limiti: un po’ come i dipinti di Artemisia che ancora oggi vengono esposti nei più importanti musei del mondo.


Di storie d’amore nell’arte ce ne sono di parecchie e ognuna di esse, con i suoi tormenti e colori, ha lasciato un segno indelebile nel nostro bagaglio visivo.


Quale storia d’amore ti ha colpito particolarmente?


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