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SANREMO 2022: il Festival della normalità

Pubblico in sala, ascolti da record e musiche per tutte le generazioni: ecco la ricetta vincente di un Sanremo storico che, per la terza volta, ha consacrato Amadeus a direttore artistico.

Il festival del 2022 è stata una celebrazione della nostra nazione nell’anno che ci ha resi vincitori dopo uno dei più periodi più bui della nostra storia.

Sono stati i Mäneskin i primi ad illuminare l’Ariston con la loro Zitti e Buoni che li ha portati sul tetto d’Europa. I più famosi ventenni di Roma hanno anche commosso l’Italia con la loro bellissima Coraline, il ricordo di una giovane vita spezzata dalla paura e dall’insicurezza che ha strappato una lacrima anche a Damiano David, frontman del gruppo.

Le vittorie sportive non sono state dimenticate con Matteo Berrettini, secondo a Wembley e tennista dei record agli Australian Open, e con le farfalle azzurre, campionesse di ginnastica ritmica e bronzo alle olimpiadi di Tokyo.

Tante sorprese e superospiti sono stati acclamati da una platea gremita che ha riempito il silenzio assordante della scorsa edizione: da Cesare Cremonini che, tra portici e stelle di Broadway, ci ha regalato un medley poetico, celebrando la sua carriera ventennale; i Meduza, gruppo house italiano formato da Simone Giani, Luca De Gregorio e Mattia Vitale, il cui talento ha fatto e fa ballare il pubblico internazionale; e, infine, Marco Mengoni protagonista del panorama pop italiano che ci ha riportati alla sua vittoria sanremese con l’Essenziale.

Come ogni anno, l’attualità e i temi sociali arrivano sul palco dell’Ariston grazie alle parole delle co-conduttrici Lorena Cesarini, protagonista della serie campione d’incassi Suburra, che ha parlato della sua vita da donna di colore in Italia, leggendo un estratto de “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Ben Jelloun; Drusilla Foer, ironica e forte nella sua lode all’unicità e Maria Chiara Giannetta che, dopo il successo della fiction Blanca in cui interpretava un non vedente, ha dimostrato quanto la disabilità, in realtà, non sia affatto un limite.  

Sono state cinque serate di gioia e spensieratezza in cui, tra la comicità pungente di Checco Zalone e la risata certa del “booster” dell’intrattenimento Fiorello, si è celebrata la leggerezza e il gusto del non prendersi mai troppo sul serio, grazie all’irriverente Sabrina Ferilli. Con loro, anche Lorenzo Jovanotti, scegliendo le parole della poetessa Mariangela Gualtieri in “Bello mondo”, ha portato all’Ariston un ringraziamento emozionante e coinvolgente alla bellezza della vita.

È stato anche il festival del ricordo dei più grandi, quelli che hanno fatto la storia della musica italiana e vivono nella storia di tutti noi: l’eterno e indimenticabile Lucio Dalla, la cui ultima apparizione nel 2012 era stata proprio all’Ariston, il poeta della cura e maestro della parola Franco Battiato, l’iconica e rivoluzionaria Raffaella Carrà.

Anche in questo 2022 il festival di Sanremo ha regalato una settimana speciale, non soltanto per i vincitori indiscussi Mahmood e Blanco, ma per tutti noi italiani che tra una papalina e l’altra, abbiamo ritrovato il brivido di godere della musica.

Articolo a cura di Giuliana Di Martino

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