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CHAD KNIGHT: l’artista del nostro presente

Niente dura in eterno”. Noi di passeggera ci permettiamo di dissentire.

È l’arte a personificare l’eternità per la sua capacità di assumere un suo posto in tutte le ere del mondo e di rendere eterno ogni uomo o donna che vi si dedica. Per questa ragione, essa ha attraversato inesorabilmente il flusso continuo del tempo e ha quindi dovuto fare i conti con i progressi scientifici, sociali e tecnologici, tentando di camminare accanto ad essi.

Alcune di queste innovazioni hanno fatto sì che l’arte si aprisse a nuovi percorsi di sperimentazione, spesso fallimentari, ma altre volte di grandissimo successo. È questo il caso della digital art, una specifica corrente artistica che utilizza la tecnologia digitale come parte integrante della produzione dell’opera, ma anche della presentazione espositiva della stessa.  

Tra i pionieri di questa forma d’arte emblema della contemporaneità, spicca il nome di Chad Knight la cui storia personale si è evoluta all’insegna del cambiamento.

Nato a Westrville in Ohio, dal 1996 scelse di dedicarsi allo skateboard professionale, gareggiando per diverse squadre e partecipando anche all’insegnamento della disciplina negli Stati Uniti e in Giappone.
Dopo essersi ritirato dalle competizioni sportive quasi quarantenne, Knight iniziò a lavorare come designer per diversi brand di calzature e abbigliamento, come la Vans, La DC Shoes e la Nike, di cui oggi è il responsabile.

La data ufficiale dell’inizio della sua carriera nell’arte è il 2013, quando iniziò la produzione di opere digitali progettate in programmi 3D.

LA BELLEZZA DELLA NON-REALTA’

Corpi che si posano su colline erbose, profili che tracciano il confine delle coste, chiome che fuoriescono da corsi d’acqua: ecco i capolavori digitali di Chad Knight.

Scorrendo sul profilo Instagram dell’artista, vero e proprio catalogo delle sue opere, sembra quasi di immergersi in un mondo onirico, fatto di pace, vitalità e forza spirituale. L’osservatore ha la sensazione di essere trasportato in una realtà futuristica, in cui l’arte vive ed è protagonista dei luoghi che la ospitano.

Questo accade perché i corpi e le strutture architettoniche si inseriscono in paesaggi specifici, sempre esterni, che vanno dal deserto alla spiaggia, ma non sovrastano l’economia generale dello spazio, bensì si integrano con esso.

In queste produzioni, infatti, l’ambiente naturale e l’architettura vivono in simbiosi, secondo un legame viscerale in cui l’uno non annulla l’altro, bensì si rafforzano nella compresenza.

Non è l’opera d’arte ad essere nata per quel luogo, o viceversa: essi sono interdipendenti.

A rafforzare il legame tra opera e ambiente è la scelta di Knight di prediligere la figura umana, della quale coglie ogni sfumatura e movimento. Protagonista della sua produzione è soprattutto la figura femminile che, seppur presentata in modo sensuale e in pose che ne sottolineano le forme sinuose, non appare mai volgare, ma il suo corpo sembra quasi venerato.

L’artista, però, non vuole negare la sua femminilità o la sua sensualità, ma presenta il sesso e l’attrazione in una chiave che è contemplativa. Il corpo femminile, quindi, non viene “oggettificato”, ma si presenta come corpo libero, di proprietà del soggetto stesso e, soprattutto, equamente desideroso di dare e ricevere piacere.

Ma a rendere davvero iconica la produzione dell’artista è la presa di coscienza che nessuna di queste opere sia effettivamente reale.

In questi capolavori fittizi ogni dettaglio è perfettamente studiato, nulla viene lasciato al caso al punto da far sembrare tutto vero: è proprio questo iperrealismo, che deve molto a Michelangelo a Caravaggio, ad aver assicurato il successo a Chad Knight, soprattutto sul web.

Un fatto divertente è avvenuto nel 2018, quando l’attrice Lindsay Lohan ha postato sulla sua pagina Instagram l’opera Rose Gold, presentandola come una reale installazione. L’immagine ha destato confusione tra i fan dell’attrice che hanno tentato di trovare la scultura, restando delusi.

Nonostante tali sculture non siano fisicamente reali, esse non smettono di parlare all’anima degli osservatori e lanciano importanti messaggi sociali, soprattutto in un tempo in cui temi come il rispetto dell’ambiente o la parità di genere sono al centro della riflessione antropologica. Ancora una volta è l’arte a fornirci la via maestra.  

In riferimento alla sua arte, Chad Knight ha dichiarato:


 “Mi piacerebbe trasmettere speranza a coloro che si sentono costretti dai propri limi immaginari, elaborati dalla loro distorta percezione di sé stessi. Voglio che le persone vedano la mia arte e si sentano invincibili.”

Possiamo dire che sia riuscito nella sua missione e attendere che qualcuno costruisca i suoi capolavori.  

Giuliana Di Martino

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