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FABRIZIO FERRI

Autore dal grande spirito avventuriero con alle spalle una carriera segnata dalla sua attitudine poliedrica, Fabrizio Ferri si fa spazio nel mondo della fotografia a partire dagli anni ’70 immortalando col suo obbiettivo le emozioni rivelate dai volti delle più varie personalità della moda, del cinema e dello spettacolo. La sua notorietà non manca di estendersi oltre l’ambito fotografico abbracciando la regia, la scrittura, la musica e l’imprenditoria.

A precedere il suo formidabile talento estetico è, difatti, la sua fama: in costante moto tra Milano, Londra e New York presta il suo lavoro per le riviste di moda più importanti al mondo come Vogue, Harper’s Bazaar, Marie Claire, Elle, Vanity Fair, Interview, GQ ed Esquire.

FASHION PHOTOGRAPHY: TRA PUREZZA E SENSUALITA’

Ferri nasce a Roma nel 1952 da una famiglia di “stretta osservanza comunista”. E’ all’età di diciassette anni che inizia ad intraprendere la strada della fotografia, dapprima come fotoreporter per documentare il volto politico dell’italia per poi spostare la sua attenzione al mondo della fashion photography, approdandovi definitivamente.

Il suo temperamento intraprendente e la sua visione estetica sofisticata e pura gli permettono di divenire uno dei fotografi più acclamati a livello internazionale.

Il suo portfolio d’esperienza sul campo vanta una vasta collezione di ritratti delle più note icone degli ultimi decenni, da Sting a Naomi Campbell, Sophia Loren, Julia Roberts, fino a Madonna e Luciano Pavarotti. L’artista stesso rivela di compierne, con insolita serenità, “una più del diavolo”, da intendersi in termini di curiosa visionarietà verso l’arte della fotografia.

Nel 1983 fonda a Milano “INDUSTRIA Superstudio” che con studi multifunzionali e dipartimenti di ricerca musicale e digitale si presta ad essere il primo complesso fotografico a fornire un servizio unico nel suo genere. Industria è anche il nome del marchio di moda Ferri, prodotto e distribuito fino al 1998, e il nome di una compagnia aerea, Air Industria, attiva in Italia nel 2001.

Nel 1997 fonda a Milano “L’Università dell’Immagine”, il primo istituto con un curriculum incentrato sulla sintesi e sul processo creativo sinestetico.

EMOZIONI CHE “VIBRANO IN ETERNO”

Lo stile fotografico di Ferri si declina nella realizzazione di editoriali e ritratti destinati alle pagine delle riviste patinate. Sono molti i marchi e le aziende di lusso ad aver richiesto la sua collaborazione, tra questi spiccano Bulgari, Gucci, Dolce & Gabbana e Lancôme.

Seppur vincolato dal rigido schema imposto dalle commissioni, Ferri mantiene una fedeltà di rappresentazione ed una sincerità compositiva in grado di scaldare il pubblico più vario, anche chi poco si interessa alle passerelle.

«La fotografia non fissa un momento, un istante: lo emancipa dal tempo per liberarne la capacità di vibrare in eterno, di emozionare sempre »

Nei suoi scatti Ferri fa mostra di un’abilità fotografica che si volge all’esaltazione di atmosfere naturali: i soggetti osservano pose del tutto prive di adattamenti forzati e vengono accarezzati da una luce delicata, scarna di ogni artificioso ritocco.

Gli scatti dal gusto Fine Art evidenziano i movimenti gentili, veri e dinamici delle personalità ritratte, il loro umore è messo in risalto dalla temperatura dei colori che varia col calare del sole e la loro espressività in volto si rende rara a tal punto da essere “emancipata nel tempo”, raccontata secondo un intreccio di schemi di luce per permettere a chi osserva di emozionarsi senza limite temporale.

La celebrazione del nudo è anch’essa caratteristica ricorrente in numerosi scatti, alcuni dei quali si impreziosiscono degli scenari suggestivi di Pantelleria: una natura che fa da sfondo alla più vera naturalezza.

Un susseguirsi si emozioni si dipana deciso da ogni progetto creativo: il nudo statuario di Monica Bellucci, lo sguardo intenso di Margareth Madé, i lineamenti espressivi di Beyoncè e la timida sensualità di una giovanissima Kate Moss sono i caratteri che Ferri riesce ad esaltare con i suoi ritratti su pellicola, mirati all’esaltazione della misteriosità femminile dal fascino genuino ed a tratti imperscrutabile.

«La purezza e la delicatezza di queste fotografie sembra tracciare una linea per ricordarci che il tocco di una piuma, una carezza, può essere profondamente percepita da coloro che non sono stati anestetizzati da un’eccessiva esposizione alla volgarità »

Attraverso la scelta dei soggetti si realizza un incontro di eleganza aristocratica mista alla semplicità e all’inconsapevolezza della propria bellezza;Gli scatti che ne risultano sono intuitivi, potendo essi essere letti liberamente da ognuno.

Speranza, forza, fragilità attraversano i volti di modelle che, pur arrivando in studio “con stivali malconci e capelli arruffati”, rivelano la loro vera natura davanti l’occhio sapiente di Ferri.

«Quel che fa la differenza non è la qualità ma la capacità di emozionare, di toccare il cuore, e quella ce l’hanno in pochi »

OLTRE L’ORDINARIO…SENZA COSTRIZIONI

Pur occupandosi di moda Ferri priva il suo lavoro di ogni costrizione estetica: gli abiti non si limitano a fungere da guardaroba ma diventano dei veri e propri oggetti di scena che preservano l’integrità del ritratto senza costringerlo alla moda, al gusto, alla stagione, all’età.

Scattando, infatti, restituisce un senso di libertà e dignità al soggetto che viene spogliato dai veli di una posa irrealistica e sovrastrutturata; lo stesso fotografo sostiene che la persona ritratta deve sentirsi valorizzata e non ridicola.

In merito, la giornalista di moda Grazia D’Annunzio rimarca:

« Fabrizio non usa la moda per cogliere le tendenza, bensì come strumento per suscitare emozioni. Infatti nelle sue immagini c’è sempre una linea sottile tra purezza e sensualità »

Elegante e raffinato narratore d’immagini, si occupa al contempo di realizzare cortometraggi e comporre musica: “Passage” vede come protagonista l’etoille Roberto Bolle in occasione dei 10 anni di Vanity Fair e “Rethink Energy”, girato per l’ENI, lo riprende volteggiare nello spazio in sfida alla forza di gravità.

Per guardare i cortometraggi e saperne di più sull’artista, visita i link:

https://youtu.be/_4FGcjYtMLo

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A cura di: Maria Nunzia Geraci

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