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Mostra al MEIS: “Oltre il Ghetto. Dentro&fuori”

Dal 29 ottobre 2021 al 15 maggio 2022 al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano (MEIS) di Ferrara, sarà aperta al pubblico una nuova mostra dal titolo “Oltre il Ghetto. Dentro&fuori”.

Attraverso un catalogo di opere eterogenee, l’esposizione ha lo scopo di raccontare quattrocento anni di storia ebraica, dall’epoca dei ghetti, in particolare dal 1516, anno della fondazione del primo ghetto a Venezia, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, passando per moti risorgimentali.

La mostra, all’interno di questa macro-cornice, offre allo spettatore un quadro della complessità della cultura ebraica, prendendo in esame vari contesti urbani, in Italia e in Europa, che hanno visto l’evolversi della realtà sociale del ghetto, in cui il “dentro” e il “fuori” convivono in un unico spazio. Infatti, attraverso le arti, il “fuori” viene coniugato con il mondo intimo ebraico per arricchirlo; allo stesso tempo, le sinagoghe, invisibili agli occhi esterni, vengono abbellite con oggetti preziosi, forgiati secondo la moda del “fuori”.

In un continuo dialogo tra macrostoria e microstoria, la rassegna di opere ricorda anche che la chiusura nei ghetti non fu l’unica espressione di intolleranza di cui gli ebrei furono vittima, ma furono costretti a convertirsi, subirono umiliazioni pubbliche, furono sottoposti ai processi da parte dell’Inquisizione.

Emblematico è il caso di Edgardo Mortara, un bimbo di sei anni che nel 1858, in un tempo in cui gli Ebrei del Piemonte avevano già ottenuto una serie di diritti civili e politici, fu rapito nella Bologna dei papi, battezzato in segreto, per poi essere cresciuto a Roma e offerto alla vita cardinalizia.

È anche vero, però, che, a cavallo tra XVI e XIX, sono molte le realtà da prendere in considerazione. Significativo è il caso della città di Livorno, in cui gli ebrei furono chiamati dai Medici e gestire un luogo aperto che doveva arricchire il Granducato di Toscana.

Furono anche istituite le Livornine, ovvero delle garanzie di accoglienza ai popoli stranieri, tra cui anche quello ebraico, ai quali veniva concessa libertà di culto e protezione dell’Inquisizione.

La graduale apertura della società circostante, che in Italia fu sancita con la firma dell’emancipazione ebraica nel 1848 da Re Carlo Alberto, venne vissuta con entusiasmo dal popolo ebraico che si ingaggiò nelle libere professioni, nelle accademie ed anche nella politica (Luigi Luzzati fu primo ministro dal marzo del 1910 al marzo del 1911) e partecipò in primis ai moti risorgimentali.

La mostra del MEIS si chiude, quindi, nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale che, l’anno dopo, travolgerà anche l’Italia: ancora una volta, meno di venticinque anni dopo, gli ebrei italiani verranno “messi fuori” dalla società con la politica antisemita di Mussolini e le successive leggi razziali.

Opere di inestimabile valore riempiranno le sale del MEIS: “Ester al cospetto di Assuero” (1733) di Sebastiano Ricci, in prestito dal Quirinale; “Interno di Sinagoga” (1703) di Alessandro Magnasco, proveniente dalla Galleria degli Uffizi; l’olio su tavola “interno della sinagoga di Livorno” (1935) di Ulvi Liegi, del Museo Civico Giovanni Fattori; argenti proveniente dal Museo Ebraico di Roma e opere provenienti dall’estero come il celebre dipinto “il rapimento di Edgardo Mortara” (1862) di Moritz Oppenheim in arrivo dall’americana Jay and Jeanie Schottenstein Family Collection of Judaica.

Il viaggio proposto è un vero e proprio mosaico di volti dai quali emerge un profondo desiderio di uguaglianza, di integrazione, ma anche la volontà di contribuire allo sviluppo della propria società e al progresso della Nazione. Molte di queste storie vissute dagli ebrei italiani trasmettono valori universali e, soprattutto, offrono importanti spunti di riflessione per l’oggi.

Ester al cospetto di Assuero, Sebastiano Ricci – Torino 1773; Roma, Palazzo del Quirinale
Interno di Sinagoga, Alessandro Magnasco – 1703, Firenze, Galleria degli Uffizi. Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo – Gallerie degli Uffizi, Firenze
Interno della sinagoga di Livorno, Ulvi Liegi – Livorno 1935; Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori
Moritz Daniel Oppenheim, Il rapimento di Edgardo Mortara, 1862 – Jay and Jeanie Schottenstein Family Collection of Judaica

A cura di : Giuliana Di Martino

2 risposte su “Mostra al MEIS: “Oltre il Ghetto. Dentro&fuori””

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