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Tony Gentile

Tony Gentile è un fotografo originario di Palermo conosciuto nel mondo per i suoi scatti di reportage effettuati in territorio siciliano i quali sono stati spesso oggetto di pubblicazione delle più importanti testate e quotidiani nazionali ed internazionali.

Dapprima fotografo per il Giornale di Sicilia e subito dopo inseguitore di notizie per l’agenzia fotogiornalistica Sintesi di Roma, procede in una carriera segnata dalla realizzazione di scatti emblematici nel capoluogo siciliano – e non solo – grazie ai quali ottiene il ruolo di corrispondente dalla Sicilia per l’agenzia internazionale di stampa Reuters.

«Appunti veloci di indirizzi ed orari, spostamenti rapidi in moto, fotografie di fretta, sviluppi e fissaggi sommari, conferenze stampa, omicidi, commemorazioni, arresti…il quotidiano non può attendere»

Con le sue fotografie racconta i macabri fatti a cui assiste personalmente nella Palermo anni ’90 – amaramente definiti gli “anni di sangue”- che vedono la guerra dichiarata dalla mafia contro lo Stato, le violenze, le intimidazioni subite dalle sue vittime e l’aria di omertà che sovrasta l’intera popolazione inerme.

La sera del 27 Marzo 1992 realizza la fotografia destinata a fare il giro del mondo in quanto icona del riscatto di un popolo dalla violenza della mafia: I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vengono immortalati dall’obiettivo del giovane reporter vivi e sorridenti nel corso di un dibattito.

Non passa molto tempo tra la data della foto e le stragi di Capaci e di Via D’Amelio – in cui rimangono uccisi G. Falcone e la sua scorta e, appena 57 giorni dopo, P. Borsellino e la sua scorta – a seguito delle quali lo scatto diventa simbolo dell’anfimafia nel mondo nonchè emblema di una tanto agognata giustizia. 

«Il maggior riconoscimento per un fotografo è che le sue immagini superino il loro stesso valore e la loro stessa forma, che vadano oltre»

E’ dalla raccolta di questi scatti che Tony Gentile realizza il libro “La guerra, una storia siciliana”, pubblicato nel 2015, a cui seguono numerosi altri progetti personali nell’ambito della fotografia e del video documentario.

“Agrigento non solo templi” e “Godranopoli” sono gli altri due libri personali che pubblica nel corso della sua carriera in collaborazione con scrittori, rendendo i poco noti itinerari artistici agrigentini alla portata di tutti nel primo e facendo conoscere il museo Etnoantropologico di Godrano nel secondo.

Molti eventi di interesse internazionale, come la finale della coppa del mondo di calcio del 2006 ei viaggi apostolici di 3 Papi in Brasile, Cuba, Turchia e Stati Uniti, sono rimasti impressi nella memoria collettiva grazie all’attento lavoro svolto da questo formidabile fotografo di cronaca.

La sua capacità di cogliere momenti focali – talvolta frutto di combinazioni di casualità inaspettate ed imprevedibili – si rivela essere di grande contributo alla cultura fotografica italiana.

«Per me fotografare è una ricerca emotiva attraverso l’atto del guardare…una ricerca di se stessi per se stessi»

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