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Michelangelo Pistoletto

Celebrato come uno dei maggiori pittori e scultori interpreti dell’arte povera, Michelangelo Pistoletto ha dato vita a partire dagli anni ’60 ad un nuovo modo di utilizzare la materia artistica, adoperando materiali “poveri” in una tecnica pittorica sempre più ricercata e dai tratti volutamente indefiniti.

Massimo interprete della cosiddetta “nuova oggettività”, Pistoletto infrange quel dogma per cui ogni opera di un artista deve essere stilisticamente riconoscibile, realizzando lavori diversi l’uno dall’altro, sfidando in questo modo la critica e suggerendo al pubblico una nuova concezione di ‘opera d’arte’.

A fondamento della sua produzione artistica si pongono le formative esperienze giovanili, vissute tra le file di una scuola pubblicitaria ed il lavoro al fianco del padre, restauratore di quadri.

Le tecniche base di disegno e pittura non mancano, infatti, nelle sue opere che passano da un primo approccio pittorico caratterizzato dalla ricerca sull’autoritratto ad una innovativa percezione di ARTE, distante dal concetto di marchio di fabbrica tipico della pop art. 

“Quando ho iniziato a dipingere il mio viso riflesso su uno specchio nero ho capito di essere un artista, ho capito che qualcosa stava succedendo”

Ciclo fondamentale nella sua produzione è dato dai “Quadri Specchianti” in cui coesistono due elementi contrapposti: la staticità e dinamicità del tempo.

 La tela viene trasformata in una superficie specchiante in cui l’artista inserisce immagini fotografiche. 

In questo caso, l’osservatore diventa parte integrante dell’opera dando vita ad un istante effimero, destinato a non ripetersi e perdurare nella memoria di chi lo ha attraversato.

“Il mio lavoro è basato sull’essere umano e sul mondo: universo e umanità”

La Venere degli stracci è, sopra tutte, l’opera controversa e dissacrante che ha reso celebre la produzione artistica di Pistoletto; essa consiste in un’icona immortale dell’arte classica posta di fronte a un cumulo di indumenti logori. 

Con “Il terzo Paradiso” si apre l’ultima e più recente fase del suo lavoro in cui l’artista rielabora il segno matematico dell’infinito, introducendo il concetto di “trinamica” riferito al continuo movimento del tempo. 

L’arte di Pistoletto non è dunque riconducibile ad un semplice processo di creazione tecnica ma nasce da idee dense di complessità; Le sue opere, ad oggi, sono esposte nelle collezioni dei maggiori musei d’arte moderna e contemporanea del mondo.

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